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10 + 1 fattori SEO fondamentali per posizionare il tuo sito su Google nel 2021

Posizionarsi nei primi posti tra i risultati di ricerca è ad oggi uno dei migliori modi che ha un’attività per assicurarsi un vantaggio competitivo nel mercato di riferimento.

Sappiamo che Google sceglie l’ordine dei risultati mostrati in SERP (la pagina dei risultati di una specifica query digitata dall’utente su Google) dopo aver analizzato ogni sito e valutando oltre 200 fattori.

Anche se non ci è dato sapere con precisione quali siano tutti i fattori SEO di Google, grazie alla nostra esperienza possiamo dire di aver capito quali siano quelli che con certezza influiscono maggiormente sul posizionamento.

Vediamo allora quali sono i dieci fattori di ranking fondamentali da cui partire per posizionare un sito nei primi posti di Google.

#1 I fattori SEO On-Page

I primi fattori di ranking per posizionarsi su Google che devi tenere in considerazione sono sicuramente quelli On-Page. Ma cosa sono?

Sono tutti quei fattori della singola pagina un po’ (ma non troppo) tecnici su cui hai il controllo e che possono influenzare il posizionamento.

I fattori On-Page la cui ottimizzazione è assolutamente fondamentale per posizionarsi nei primi posti della SERP sono principalmente quattro:

  • Tag title;
  • Marcatore H1;
  • Marcatore H2;
  • Meta description.

È bene inserire parole chiave che centrino l’intento di ricerca in tutti i fattori di questa lista dato che condizionano direttamente il posizionamento.
La meta description, inoltre, condiziona il posizionamento anche in modo indiretto attraverso il CTR (click-through rate).

#2 Ricerca e ottimizzazione di parole chiave

La ricerca e l’ottimizzazione delle parole chiave è da sempre il fattore centrale di ogni strategia SEO, anche se negli anni la sua logica è decisamente cambiata.

Se agli albori di Google era infatti consuetudine inserire tante parole, magari anche ripetendole senza curarsi della qualità del contenuto, oggi la qualità e centrare l’intento di ricerca degli utenti sono diventati l’obiettivo primario che ogni sito internet deve ricercare.

Alcuni rapidi consigli:

  • Utilizza i giusti strumenti: sono molti ormai i tool online che ti permettono di analizzare il rendimento delle varie parole chiave permettendoti così di trovare quelle che fanno al caso tuo;
  • Usa le keyword in maniera naturale: all’interno del testo le parole chiave devono avere senso, non servono forzature. Ricorda che il keywords stuffing viene oggi penalizzato dai motori di ricerca;
  • Confronta il contenuto che vuoi creare con i risultati in SERP: se vuoi creare un contenuto informativo su una data keyword, ma tutti i risultati sono di e-commerce, forse non hai centrato l’intento di ricerca giusto.

#3 Creare contenuti di qualità e mantenerli aggiornati

Agganciandoci a quanto detto nel paragrafo precedente, oggi è più importante creare contenuti di qualità rispetto che una pagina colma di parole chiave.

Cerca quindi di creare dei contenuti ben scritti e interessanti per i tuoi potenziali utenti.

Oltre ad essere un passaggio fondamentale di per sé, la scrittura di contenuti di qualità in grado di tenere gli utenti incollati al tuo sito internet condiziona anche indirettamente il posizionamento del tuo sito attraverso il Bounce Rate.

#4 Avere una buona autorevolezza

Google valorizza i siti che percepisce come autorevoli, posizionandoli nei primi posti tra i risultati di ricerca.

Per far sì che il tuo sito venga valutato come autorevole, devi lavorare sui backlink, ovvero le menzioni del tuo sito su altri siti tramite link che rimandano alle tue pagine.

I backlink non solo devono essere in buona quantità, ma è anche preferibile che vengano da domini valutati a loro volta come autorevoli.
In poche parole, Google ragiona pensando che se qualcuno di autorevole sta consigliando di visitare il tuo sito, allora anche il tuo sito sarà a sua volta autorevole.

#5 Utilizzare il protocollo HTTPS

Essenzialmente, esistono due tipi di protocollo: HTTP e HTTPS.
Nell’ormai lontano 2014, Google annunciò che avrebbe incluso anche questo tra gli oltre 200 fattori SEO di ranking, favorendo ovviamente tutti quei siti che avrebbero adottato il protocollo HTTPS, ovvero quello più sicuro.

Questo favoritismo si può notare nella pratica e dato che passare ad un protocollo HTTPS è un passaggio alquanto semplice, perché non farlo?

Per sapere che protocollo stai usando, ti basta controllare la barra dove viene digitato l’URL: cosa c’è scritto prima del tuo dominio?

#6 Offrire una buona esperienza anche su dispositivi mobili

Oggi sono moltissimi gli utenti che effettuano giornalmente ricerche su Google utilizzando uno smartphone.
Ecco che allora diventa fondamentale offrire anche a quest’ampissima percentuale di utenza un’esperienza di qualità, con un sito mobile responsive e che si carichi velocemente anche su mobile. I motivi per cui farlo sono essenzialmente due:

Google tiene conto di questo fattore nel posizionamento anche per le ricerche desktop;
Un utente che giunge sul tuo sito da smartphone lo lascerà velocemente se non avrà una buona esperienza, peggiorando così il tuo Bounce rate.

#7 Avere un sito veloce

E arriviamo anche proprio alla velocità.
La velocità di un sito è un fattore di ranking su Google di primissima importanza.

Anche in questo caso è necessario sapere che questo fattore condiziona il posizionamento sia in maniera diretta, rientrando tra i fattori di posizionamento che Google tiene in considerazione, sia in maniera indiretta, andando ad influenzare negativamente l’esperienza degli utenti che probabilmente lasceranno quindi il sito.

Sono molti i modi per migliorare la velocità. Nel caso avessi problemi di questo tipo, potresti iniziare comprimendo adeguatamente le immagini e ottimizzando l’uso dei plugin o del codice.

#8 Creare una buona struttura di link

Non sono solo i backlink ad essere importanti, ma anche i link interni e d’uscita sono fondamentali.

Assicurati quindi di inserirli costantemente, mettendo almeno un link verso un’altra pagina del tuo sito e uno verso un sito esterno se possibile in ogni pagina.

Ricordati inoltre di ottimizzare l’Anchor Text, il quale dovrà integrarsi naturalmente all’interno della pagina ed essere pertinente con il contenuto linkato, evitando quindi espressioni come “Clicca qui”.

#9 Ottimizzazione delle immagini

Anche le immagini costituiscono un aspetto fondamentale.

È bene inserire sempre almeno un’immagine all’interno del testo, compressa adeguatamente e con dimensioni che ben si adattano agli schermi.

Inoltre, dovresti prestare attenzione anche all’Alt Text. L’Alt Text nasce con l’obiettivo di aiutare le persone non vedenti, ma con il tempo si è scoperto essere anche un importante fattore SEO.

Per ogni immagine che inserisci, cerca allora di scrivere un Alt Text in grado di descrivere l’immagine in modo che possa essere utile ad una persona non vedente, inserendo anche con naturalezza delle parole chiave.

#10 Cerca di migliorare le interazioni e l’esperienza degli utenti

Potremmo tranquillamente dire che tutti i punti visti in precedenza sono riassumibili in un’unica frase: offrire agli utenti una buona esperienza di navigazione.

L’utente deve trovare all’interno delle pagine del tuo sito tutte le informazioni di cui ha bisogno, ben scritte e ottimizzate per essere fruibili su ogni dispositivo.

Google mette tra i primi posti di ricerca le pagine che pensa possano rispondere a queste esigenze. Per farlo, analizza anche alcuni comportamenti degli utenti, come ad esempio:

  • Bounce rate: l’abbiamo già citata più volte, è la frequenza di rimbalzo, ovvero la percentuale degli utenti che lascia il tuo sito dopo aver visitato una sola pagina;
  • Pogo sticking: metrica che indica l’abbandono di una pagina subito dopo aver cliccato sul relativo link;
  • Tempo di permanenza: più tempo un utente passa sul tuo sito dopo esservi giunto, più Google riterrà di qualità le pagine.

Novità in arrivo: Core Web Vitals tra i nuovi fattori SEO?

A testimonianza del fatto che l’esperienza utente è sempre più importante in ottica SEO, vi sono anche i Core Web Vitals. Ma cosa sono?
Nella prima metà del 2020 Google ha annunciato una nuova serie di metriche per valutare la qualità dell’esperienza che un sito può offrire agli utenti.

Queste metriche sono proprio i Core Web Vitals, i quali diventeranno ufficialmente operativi nel corso del 2021.

Fino ad oggi, infatti, l’esperienza degli utenti veniva valutata facendo una sorta di media prendendo in considerazione le comunicazioni automatiche di tutti quei visitatori che hanno acconsentito di condividere con Google i dati circa la loro esperienza di navigazione.

I Web Vitals, invece, saranno delle metriche precise e attendibili. Tutto fa pensare che diventeranno quindi uno dei fattori SEO fondamentali per Google.

Di seguito elenchiamo le tre principali metriche a cui prestare maggior attenzione:

  • LCP (Largest Contentful Paint): la velocità con cui si carica una pagina prendendo in considerazione il tempo di rendering dell’elemento più pesante;
  • FID (First Input Delay): l’interattività della pagina, misurata in funzione del tempo che il browser impiega per rispondere ad un’azione dell’utente;
  • CLS (Cumulative Layout Shift): la stabilità visiva del caricamento, ovvero una metrica che misura lo spostamento degli elementi di una pagina e i cambiamenti di layout improvvisi.

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